Bologna, Domenica 28/10/2007:
Quando ho conosciuto Raffaele Casarano non eravamo nel Salento e nel Salento non c'ero mai stato, sapevo di questo giovane musicista, ma non avevo nemmeno sentito il suo disco, sapevo di lui ed un pò mi fidavo. Quando ho conosciuto Raffaele abbiamo preso la mia macchina e ci siamo impelagati nella campagna calabrese, seguivamo una strada stortissima e speravamo che al ristorante si mangiasse bene dato che avevamo un'ora di ritardo. Quando ho conosciuto Raffaele mi sono trovato davanti anche Guglielmo, Marco,Ettore, Alessandro, e le loro risate e la loro concretezza e la loro umiltà, ed ho pensato “finalmente!”, dopo tante mancanze di risate, concretezza ed umiltà. Quando ho conosciuto Raffaele non pensavo che da lì a due settimane mi sarei ritrovato in Puglia dopo il freddo del Trentino per osservarlo trasformare una piazza del sud italia in sala da musica: detta così non rende l’idea ma è la pura realtà. Non avrei mai immaginato di assaggiare una focaccia alle due di pomeriggio dopo una deviazione in autostrada con due sconosciuti che erano già conosciuti, o un cornetto alla fine del concerto, tutti intorno allo stesso tavolo, tutti con un sorriso, tutti compiaciuti per il lavoro svolto, e svolto bene. O forse mi sarei immaginato tutto ma non con questi sapori, con questi odori forti di meridione, con quelle strade larghe che non ti sembra mai di arrivare, con quel senso di collettivo che è il successo di una rassegna come il Locomotive. Ed alla fine della mia esperienza salentina,dopo soltanto 4 ore mi sono ritrovato con le persone del festival di Berchidda in Sardegna, quelle alle quali sono più legato, per un’ altro lavoro ed un altra rassegna da cominciare e portare a compimento. Nonostante tutto mi sentivo sfasato, perchè accade a volte che si parte ma si continua a sentire vicino tutto ciò che si lascia. Ti sembra di sentirne ancora le voci, l'aderenza delle mani, la generosità dei volti stanchi e trasparenti per limpidezza che continuano a scavare dentro ed a cercare sempre qualcosa, con forza. Mi sarei immaginato tutto, ci ho ripensato, si, in fondo mi sarei immaginato tutto, ma non mi sarei immaginato loro, che questo gioiello lo hanno creato dal nulla dandogli il tutto che sanno essere, e questa è la sorpresa migliore.
Luca Devito (ufficio stampa P. Fresu)